Una concessionaria di gioco non va considerata tout court responsabile di un illecito perpetrato a danno di un utente esclusivamente sulla base del fatto che esercita un’attività che oggi giorno è mal vista dagli istituti di credito e da parte della società contemporanea. Non solo. Nella gestione del credito non ci si può arrogare il diritto di prendere iniziative contrarie alla legge, anche se presuntivamente esperite in adempimento del dovere di ottemperare a un ordine delle Autorità.

Sono questi i principi che si evincono dall’ordinanza 13 giugno 2019 del tribunale di Roma, intervenuto su un caso riguardante la concessionaria di gioco e scommesse «Multigioco srl», la quale aveva visto prelevare dai propri conti correnti somme regolarmente versate per scommettere on line da due utenti che si sono detti truffati. La società, difesa dallo studio legale Meplaw, due anni dopo i fatti occorsi, è riuscita a riappropriarsi del denaro sottrattogli. Ma ricostruiamo la vicenda. Multigioco è una società di betting, concessionaria Agenzia dogane e monopoli, dotata di piattaforma di gioco che consente agli utenti, previa registrazione, di ricaricare il proprio conto gioco e scommettere all’interno del proprio sito web. Ogni player può utilizzare diverse metodologie per avere a disposizione le somme sulla piattaforma on line tra cui il bonifico postale, che prevede l’esecuzione immediata del versamento sul conto gioco. Nel giugno 2017 un utente si registra sulla piattaforma di gioco, indicando i propri dati personali ed inviando i propri documenti.

A pratica ultimata, ricarica il proprio conto per un totale di 3.800,00. Il giorno seguente, un altro utente, seguendo la stessa procedura, si registra all’interno della piattaforma, versando, dopo aver perfezionato la registrazione, 5.000,00 sul conto gioco personale. A seguire il direttore generale della Multigioco constata che Poste Italiane ha stornato il bonifico di 5.000,00 effettuato l’8 giugno, e che il bonifico del 7 giugno di 3.800,00 non risulta nel saldo disponibile. L’azienda chiede così informazioni a Poste Italiane, e viene informata che lo storno è stato effettuato perché l’utente ha disconosciuto l’operazione. Poste Italiane riferisce inoltre che il «postagiro» di 3.800,00 era stato eseguito su richiesta dei carabinieri di Pesaro, in esecuzione di un provvedimento dell’autorità giudiziaria adottato sulla base di una denuncia presentata da una dei due utenti, che si era affermata vittima di c.d. Phishing. Appresa tale circostanza la stessa Multigioco propone denuncia-querela presso la Procura della Repubblica di Roma. Il 12 febbraio 2018, Poste Italiane perfeziona il giroconto dell’importo di 3.800,00 dal conto corrente postale dell’azienda di gaming sul conto intestato all’utente che mesi addietro aveva sporto denuncia. Non essendo riuscita a ottenere la restituzione delle somme indebitamente prelevate dal proprio conto corrente, Multigioco, decide dunque anche di adire le competenti autorità in sede civile. Così con ricorso ex art. 702-bis cpc presso il Tribunale civile di Roma, chiede il risarcimento di 8.800,00 oltre interessi, sostenendo l’illegittimità della condotta posta in essere da Poste Italiane che aveva agito senza alcun diritto e mal interpretando i provvedimenti disposti dalle autorità giudiziarie nell’esecuzione di un dovere. Il tribunale ha accolto il ricorso, affermando l’illegittimità del comportamento di Poste Italiane: lo storno di 5.000 non è mai stato corredato da denuncia querela per attività delittuose che è stata sporta esclusivamente in merito all’utente che aveva versato 3.800. In relazione poi allo storno dell’ulteriore importo di 3.800,00, Poste Italiane ha ribadito di come fosse stato disposto in esecuzione del decreto di sequestro emesso dalla Procura della repubblica di Pesaro. Dall’esame del provvedimento si evince, invece, che il pm aveva disposto il sequestro della somma «in uscita dal conto corrente postale Banco Posta Click in favore del beneficiario Multigioco srl per ricarica conto dell’utente», basandosi sul presupposto che tale somma giacesse ancora sul conto intestato alla persona offesa. Considerato però che la somma era già confluita sul conto della Multigioco, il sequestro della somma è stato illecitamente eseguito nei confronti di quest’ultima. Stornando tale somma dunque, Poste Italiane avrebbe violato gli obblighi contrattuali gravanti sulla resistente nei confronti del correntista. Notificata l’ordinanza, Poste Italiane ha immediatamente provveduto al saldo delle somme dovute.

di Fabio Maggesi

Fonte: https://www.italiaoggi.it/amp/news/concessionarie-di-gioco-presunzioni-al-bando-2390674

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