Alla luce di quanto trapela dalle indiscrezioni sul prossimo DPCM, pare che proseguirà la linea dura del governo contro la riapertura dei luoghi di aggregazione, inclusi anche i luoghi deputati al gioco: sale giochi, sale scommesse e sale bingo, almeno fino a dopo le festività natalizie; la parola d’ordine è, come noto, fare il possibile per fare sì che la curva di contagio scenda quanto più rapidamente possibile.

Agimeg ci fornisce ulteriori dettagli in merito in suo articolo del 29/11, di cui riportiamo un estratto:

Nuovo Dpcm: semaforo rosso per riapertura sale giochi, sale scommesse e sale bingo. Tutte le novità con dettagli e aggiornamenti dei divieti per le singole regioni

Tutta Italia aspetta con ansia il 21° Dpcm dell’anno (ecco la sintesi dei 20 Dpcm precedenti anche in materia di gioco pubblico) che conterrà le nuove regole per il periodo natalizio di fine anno. Secondo le indiscrezioni che circolano in queste ore, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte vorrebbe firmare il nuovo Dpcm entro il 2 dicembre.

Per quanto riguarda la possibile riapertura di sale scommesse, sale bingo e sale giochi, sempre secondo le ultime indiscrezioni, nel nuovo Dpcm non dovrebbe esserci nessun via libera. Confermata quindi la chiusura di sale scommesse, sale bingo e sale giochi. Rimane quindi valida l’ipotesi di una possibile riapertura subito dopo le feste. Su tutte le ipotesi pende la spada di Damocle dei numeri e degli indici della pandemia. Se si dovesse confermare l’inversione del trend, le riaperture anche per le di sale scommesse, sale bingo e sale giochi potrebbe avvenire senza tenere conto del “colore” della regione. Viceversa, in caso di crescita dei numeri da contagio in alcune aree, le riaperture potrebbero essere controllate o addirittura annullate su tutto il territorio. Comunque diverse associazioni di settore sono al lavoro con alcune forze di Governo per poter far riaprire le sale scommesse, sale bingo e sale giochi il prima possibile e quindi non sono da escludersi delle sorprese. Per quanto riguarda il nuovo Dpcm, ecco le anticipazioni della stampa  nazionale:

Repubblica:  conferma che nel Dpcm che entrerà in vigore il 4 dicembre e coprirà il periodo delle feste, ci sarà ancora il coprifuoco attualmente in vigore senza deroghe per scoraggiare i grandi raduni casalinghi, pericolosi per la diffusione del virus, e si sposerà con una “forte raccomandazione” a limitare il numero degli ospiti nelle proprie residenze. Tre le ipotesi secondo il quotidiano: mantenere il perimetro in vigore (solo i conviventi); fissare un tetto massimo di commensali (il precedente provvedimento di Palazzo Chigi parlava di sei); trovare una formula che consenta le riunioni non solo dei familiari stretti, magari un ritorno a quel concetto di “affetti” (stabili o meno) che permetterebbe di non escludere gli anziani che vivono soli.

Corriere della Sera: coprifuoco dalle 22 alle 6, senza eccezioni né per la Vigilia di Natale, né per Capodanno, quarantena obbligatoria per chi torna dall’estero e niente sci sulle piste italiane. Ristoranti chiusi alle 18 e fermi tutto il giorno a Natale e a Santo Stefano. Negozi aperti fino alle 21, per diluire le presenze.

Ansa: blocco totale alla mobilità tra le regioni con l’esclusione della possibilità per i residenti di tornare a casa per limitare l’esodo natalizio, anche se la discussione sarebbe ancora aperta e ci sarebbe sul tavolo la possibilità di una deroga per chi abbia il domicilio in una regione diversa da quella di residenza o per alcuni casi di ricongiungimento familiare. In più lo stop agli spostamenti tra Regioni gialle potrebbe valere non dal 4 dicembre ma a partire da un’altra data ancora da definire.

Agi: negozi aperti fino alle 21 per evitare assembramenti e scaglionare quindi gli ingressi; i ristoranti restano chiusi dalle 18 e il blocco dovrebbe diventare totale nelle festività; di sicuro saranno chiusi nelle zone arancioni a Natale e Santo Stefano; lo spostamento tra regioni sarà possibile solo per residenti nella regione che si vuole raggiungere e diversa da quella da cui ci si muove. Un’altra ipotesi allo studio è quella di rendere possibili i trasferimenti transfrontalieri, ma al rientro sarà necessaria la quarantena. Sulla scuola sta prevalendo l’orientamento di riportare la didattica in presenza per tutti a partire da gennaio.

Il testo completo dell’articolo è visualizzabile nel seguente link

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