NewGioco Group, una delle poche società di gaming e betting italiane in grado di attrarre investimenti dagli Usa.  

In un momento storico nel quale all’estero il mercato italiano del betting viene visto con diffidenza e disinteresse, NewGioco Group va controcorrente, e resta una delle poche società italiane che fanno parte di una company americana quotata nella borsa secondaria di New York.

“Nonostante le difficoltà economico-politiche del settore, l’Italia rimane comunque un mercato prioritario”. Questa l’idea del direttore generale del gruppo Alessandro Marcelli: “Siamo nati come concessionario italiano, e questo rimarrà nel nostro Dna come elemento primario. Tuttavia questo non ci ha mai dissuaso dal guardare mercati diversi, dai quali abbiamo colto modelli di business e soluzioni tecnologiche. Il primo traguardo importante – prosegue Marcelli – è stata la realizzazione della nostra piattaforma betting, realizzata totalmente in casa, questo ci ha permesso di poter performare sempre di più e perfezionare la gestione del cliente a 360 gradi. Le qualità della piattaforma vengono riconosciute anche in mercati esteri, dove siamo licenziatari, e sta avendo un grande successo nelle varie fiere di settore alle quali stiamo partecipando: San Diego, Boston, Las Vegas, Johannesburg.

Il progetto di una piattaforma indipendente si è rivelato fin da subito vincente, ma ha dimostrato la sua validità già solo dopo un anno e mezzo, durante il quale abbiamo triplicato i fatturati aziendali.” Non solo un progetto legato al betting ma anche per la parte Virtual ci sono alcune cose in cantiere: “Dopo i forti successi del betting abbiamo pensato di replicare il modello indipendence anche per il prodotto virtual, abbiamo infatti acquisito la software house ‘Virtual Generation Ltd‘, già in certificazione presso l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che vedrete online nei prossimi mesi”. Qual è il segreto che ha reso appetibile questo progetto agli occhi degli investitori americani? “Da sempre ho creduto che il successo di un’azienda sia mettere il dipendente al centro di un progetto, farlo sentire parte attiva e far si che lo sia davvero in modo tangibile.

Ho sempre coinvolto i miei collaboratori nelle nuove avventure, e hanno sempre risposto con entusiasmo a ogni nuova idea, rendendola vincente fin da subito; a seguito con l’accordo chiuso con Vne per la distribuzione di macchine automatiche per la vendita ricariche, ho indetto un concorso interno aziendale per trovare un nuovo nome da poter utilizzare per i nostri apparecchi, ed è stato vinto da Francesca Liburdi, un punto di riferimento all’interno dell’azienda, grazie a lei infatti lanceremo sul mercato Enjoy, una macchina che renderà l’utente finale sempre più indipendente.

Vedo il mio staff come un ingranaggio di una macchina perfetta, ed ognuno di loro è fondamentale per l’altro e per l’insieme del gruppo”. Un ultima battuta in merito all’imminente bando scommesse di cui tanto si parla in questo momento: “C’è molto interesse all’interno del gruppo per questo bando, e per l’opportunità di ampliare la rete fisica di New Gioco. Certo, inutile nascondersi dietro a un dito, sarà difficile spiegare agli investitori il perché del continuo rinvio di questo bando, e delle problematiche che sorgerebbero nel poter aprire nuovi punti su un territorio ormai avverso all’ampliamento dei punti vendita. Come già dichiarato da vari esperti del settore, se non si troverà prima un accordo tra stato e regione sarà quasi utopico poter fare un concreto e produttivo business plan sul bando. Ma noi come NewGioco Group ci siamo sempre innamorati del problema e mai della soluzione, questo ci ha sempre spinto a trovare strade nuove e non seguire le soluzioni della massa”.

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